Un ormone straordinario nella regolazione del network Pnei: la melatonina. 1/3

La melatonina è uno degli ormoni più interessanti di cui si sia occupata la fisiopatologia negli ultimi decenni. La sintesi e il rilascio della melatonina, ormone scoperto nel 1958, è soggetta a un andamento ritmico con un picco di attività tra le 2 e le 5 del mattino.
La sintesi della melatonina avviene nella ghiandola pineale, nel midollo osseo, nelle gonadi e nell’intestino a partire dal triptofano, un amminoacido essenziale trasportato nel sangue e convertito in serotonina che viene acetilata dall’enzima N-acetiltransferasi e metilata a melatonina dall’enzima Idrossindol-O-metiltransferasi.
Lo stimolo simpatico aumenta la sintesi di melatonina. La più studiata azione della melatonina è di tipo immunitario, mentre più noto è l’effetto di regolazione del sonno. In particolare, promuove la funzione TH1 utile nel proteggerci da virus e cellule tumorali.
Storicamente, per questo motivo, la melatonina è stata anche associata alle vaccinazioni proprio per migliorare l’attecchimento dei vaccini. E ne è stata anche valutata l’utilizzazione in senso oncologico. Vorrei innanzitutto ricordare che la frequente utilizzazione della melatonina in quantità ponderale (1-5mg), soprattutto per ottimizzare la qualità del sonno (azione per la quale la melatonina è particolarmente nota), potrebbe rivelarsi in realtà soppressiva sulla funzione della ghiandola. A questo proposito, sempre maggiore interesse sta riscuotendo la somministrazione di ormoni diluiti secondo i principi delle terapie low dose.
Alla melatonina, tuttavia, vanno attribuite molte altre azioni alle quali faremo cenno nei prossimi numeri.